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Strazzata Lucana

Cos’è la Strazzata Lucana

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Sembra una focaccia come tutte le altre, dorata e croccante, con il profumo del pane appena sfornato, ma nasconde un animo vivace che, già dal primo assaggio, provoca un’immediata sensazione di pizzicore al palato.
E’ una schiacciata impastata con farina di grano tenero e semola di grano duro – che la rende più corposa –, acqua, lievito naturale e un pizzico di sale.
L’ingrediente che la rende unica è il pepe, tritato grosso e aggiunto all’impasto in quantità generose, che le conferisce un sapore particolare e stuzzicante.

Origini Strazzata Lucana

Nella cultura contadina, la strazzata era invece una pietanza speciale da riservare alle cerimonie nuziali, considerate le più importanti delle feste perché oltre a sancire una nuova unione favorivano l’incontro – e quindi potenziali ulteriori matrimoni – tra i giovani del posto.

A casa della sposa, a metà mattina del sabato, ai parenti del marito veniva distribuita in segno di accoglienza proprio la strazzata, imbottita con prosciutto e pecorino o provolone podolico e accompagnata dai taralli al finocchietto e dai m’stazzuol, taralli dolci ricoperti di zucchero. Il rito si ripeteva poi ad ora di pranzo, a casa dello sposo, dove stavolta ad essere serviti erano i familiari della moglie.

Farcire copiosamente la STRAZZATA significava dimostrare alla famiglia del futuro consorte di possedere una buona posizione economica, perciò le due parentele facevano quasi a gara per preparare il panino più ricco. Anche il pepe veniva unito all’impasto senza riserve: più ce n’era e più lo stimolo della sete, naturalmente, aumentava.

Bisogno che veniva placato con i vini dolci del luogo – come l’Acerenza e il Maschito –, che gli invitati bevevano direttamente dai fiaschetti, quasi a voler dimenticare le privazioni della vita quotidiana. Con il tempo il consumo della strazzata fu esteso anche ad altri momenti di festa, come comunioni e cresime.

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